15 Agosto 2009

Scusate, dimenticavo ...

Quando non vi servo più,


       abbiate almeno la delicatezza di avvertirmi.


Così uno si sa regolare.

 
14 Febbraio 2009

Mirtilli neri e terre promesse

Non si abbia fretta di imparare o paura di non averne occasione: le possibilità sono molte e, quando arrivano tutte assieme, si rischia di esserne sommersi. Non posso negare un certo sdoppiamento di personalità: faccio l’insegnante da alcuni mesi e se i miei colleghi o i miei studenti mi sentissero dire questo, mi darebbero del matto (mi auguro che nessuno di loro sia iscritto qui). Eppure è facile avere la riprova che tutto ciò è vero: lo si voglia o no, ogni giorno dà spunti per aprire gli occhi e puntarli fuori o dentro di sé, per passare in rassegna presente e passato, anche quando il gesto ha un retrogusto amaro.

Capitava che i primi giorni di scuola una voce familiare chiedesse: «Cos’hai imparato oggi?»; con il tempo nessuno lo chiede più (tutti troppo occupati, troppo disincantati), eppure ieri ne avrei avute di cose da dire.

Ho imparato che una lettera può invecchiare prima di giungere a destinazione, che certe parole – comprese quelle scritte da dita anarchiche – appassiscono prima di un fiore.

Ho capito che quando pensi di aver imparato dal passato e fai quello che avresti dovuto fare un tempo, sbagli di nuovo; che non sorprendere è sbagliato e sorprendere è doloroso (e soprattutto inutile).

Ho scoperto che la delusione mista ad incoerenza ha l’aroma della tisana al mirtillo nero e l’odore di vaniglia e cioccolato.

Ho compreso che la musica è uno spazio e ha il suo canone, le sue regole, e chi le tradisce o le sconfessa sparge sangue.

Ho dovuto ammettere – e Dio sa quanto mi è costato – che dare una seconda possibilità è un lusso non alla portata di tutti: «Non regalate terre promesse a chi non le mantiene», troppo difficile e troppo penoso doversi rialzare esangui. Per l’ennesima volta. Forse è il caso di restarci, a terra.

 
25 Aprile 2008

Amarezze necessitate

Ci sarà sicuramente un motivo per cui le cose non sono andate come desideravo.

E' vero, non ho mai creduto che le persone si potessero comprare, non ho mai tentato di farlo.
Sono - a quanto dicono - un inguaribile romantico, che non ha perduto il rispetto per le persone, anche se il mio cuore ha visto cose che volentieri avrebbe preferito risparmiarsi.
Avevo addirittura la pretesa che le parole avessero un preciso significato e che difficilmente qualcuno avrebbe potuto attribuirne loro un altro.
Ero persino convinto che un rapporto apparentemente stretto meritasse la carità della verità, se non altro con un misero sms.

La realtà ha preso pieghe architettoniche ben diverse, che altre mani hanno plasmato, ma ho perseverato nella mia cocciutaggine ...

Eppure, proprio ora, ho deciso di dire "basta", di non poterne più. Per cui, signorine malcresciute, con tutto il rispetto (soprattutto per le altre ragazze), andate affanc**o. Punto.


...

Ah, a proposito, quasi dimenticavo. Non ce l'ho con voi perché - come direbbe con somma educazione la Quota Rosa di Destra - non me l'avete data, figuriamoci. Ce l'ho con voi perché mi avete dato una spiegazione pratica non richiesta dei vocaboli "illusione" ed "incoerenza". Scusatemi se non ve ne sono grato e se esercito l'unica attività che - così dicono - mi viene bene: sparire dalla vita di chi non ha ritenuto che io meritassi rispetto. Anche qui - sempre così dicono - con troppa educazione rispetto a quella prescritta.

 

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